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Crediti insoluti: tutto quello che devi sapere per agire al meglio

I crediti insoluti, non pagati nei termini previsti, sono un danno e un problema molto rilevante per l’impresa, da gestire in maniera adeguata ed efficace. Sia nella fase – preliminare e antecedente – di prevenzione dell’insolvibilità del credito, per evitare di trovarsi in situazioni sconvenienti. Perché “prevenire è meglio che curare”, come insegna la saggezza popolare. Sia nella fase – successiva ed eventuale – dell’effettiva gestione dei crediti insoluti. Perché “i conti devono tornare”, come sa bene ogni manager e imprenditore alle prese con le sorti aziendali.

Del resto, problemi di crediti insoluti riguardano direttamente non solo le casse societarie, ma anche l’attività degli amministratori, dirigenti e imprenditori, che devono avere una gestione diligente ed efficace della società, per evitare azioni di responsabilità da parte di altri soci o portatori di interessi. Se i conti non tornano, sono chiamati a risponderne.


Crediti insoluti: un danno che le imprese devono affrontare al meglio

Nell’attuale situazione di congiuntura economica, e probabilmente ancora di più per quelli che saranno gli effetti negativi del Coronavirus, purtroppo le imprese si trovano sempre più spesso a far fronte, con tempestività e competenza, a tutte le complesse problematiche relative alla gestione dei crediti insoluti. Con notevole dispendio di risorse economiche, sia interne sia esterne all’azienda.

Il danno che deriva da un credito insoluto per l’impresa, infatti, è costituito non soltanto dalla perdita immediata di denaro, relativa al mancato incasso, ma anche da tutti gli ulteriori e ingenti oneri finanziari conseguenti, che riguardano la gestione amministrativa di recupero dei crediti insoluti.

Oggi, per affrontare e risolvere queste situazioni, sono necessarie non solo competenze adeguate e specifiche, ma un’attività e un contributo fondamentali possono venire dalle nuove tecnologie. Con sistemi e soluzioni applicative specifiche.


Le nuove tecnologie offrono nuove soluzioni adeguate e specifiche

La concessione di crediti ai clienti è usata dalle imprese spesso con due scopi diversi: favorire le vendite in modo da ampliarle, e quindi aumentare gli incassi; essere preferiti rispetto alla concorrenza. Ma tutto ciò può aumentare il rischio che si verifichino crediti insoluti e perdite sui crediti.

Innanzitutto, quando si tratta di aprire un credito – sotto ogni forma, dalla fornitura commerciale ad altre attività e servizi – nei confronti di un altro soggetto, uno dei parametri più importanti da valutare è la solvibilità del cliente e della controparte. È importante svolgere un’attenta analisi per valutare la sua solvibilità, e comprendere se si tratta di un soggetto a rischio insolvenza.

Questa analisi può essere richiesta alla propria banca, che effettuerà i controlli del caso, ma in maniera ancora più efficace ed efficiente, e personalizzata, può essere realizzata attraverso appositi software e soluzioni applicative di intelligenza artificiale. In modo da informarsi correttamente e nella maniera più dettagliata possibile.

Poi, una volta concesso il credito, o una volta che si verifica un mancato pagamento, nei casi in cui alla scadenza prevista il cliente e debitore si trovasse nella temporanea impossibilità di pagare, l’impresa può concedere un rinnovo totale o parziale del credito, con un piano di rientro. Anche addebitando gli interessi ed eventuali spese sostenute per il recupero di quanto dovuto. E anche qui entrano in gioco sistemi Hi-tech di analisi, calcolo e gestione dei crediti insoluti.


Crediti insoluti: valutare sempre il rapporto tra costi e benefici

Nei casi in cui la difficoltà e l’inadempienza del cliente non siano solo momentanee, invece, come è meglio muoversi in queste situazioni? La regola che vale sempre, innanzitutto, è che occorre fare una valutazione tra costi e benefici. Supportati da adeguati strumenti di elaborazione e analisi.

Può essere poi opportuno rivolgersi a professionisti, consulenti o legali, per avviarne il recupero, soprattutto se si tratta di somme ingenti. Basti pensare, ad esempio, alle aziende che finirebbero per essere esposte a forti rischi in caso di mancato incasso dei propri crediti.

Sotto il profilo strettamente contabile, poi, può essere utile distinguere i crediti già scaduti e il cui recupero è dubbio, dagli altri crediti verso i clienti. I crediti insoluti possono essere stornati dal conto Crediti verso clienti, e portati a un conto Crediti insoluti, o Crediti dubbi, o Crediti in sofferenza. Specifici sistemi di calcolo e gestione amministrativa aiutano a fare anche questo. Se l’impresa vanta un credito insoluto la cui riscossione è impossibile, questo credito può essere stralciato, cioè eliminato, dalla contabilità ordinaria. Ma alla fine ‘i conti non tornano’, e il problema resta. Andava affrontato meglio e risolto prima, e in un altro modo. E le nuove tecnologie offrono nuove soluzioni anche per questo.


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